Trattamento calcare e batteri in un palazzo del ghiaccio

palazzo ghiaccio

In una città del Nord dell’Italia dove la tradizione del pattinaggio su ghiaccio è molto sentita tanto da esprimere squadre di HOCKEY di  livello nazionale, c’è un grosso palazzetto del ghiaccio di proprietà e gestito dal Comune.

Il complesso è costituito da pista del ghiaccio con i relativi impianti e macchinari per la formazione delle piste ed  ovviamente anche da bagni e docce.

La dove c’è acqua, ed acqua calda, ci sono problemi di calcare e di batteri; in questo caso se ne aggiunge un altro tutto particolare : l’opacità del ghiaccio.

Tutto deriva dal fatto che al di sotto del ghiaccio vengono messi dei pannelli pubblicitari che però, mano a mano che aumenta l’utilizzo della pista e sino alla ‘’lucidatura’’ di manutenzione, diventano sempre meno leggibili; di qui la ricerca di un ghiaccio più resistente in modo tale che si dilatino i tempi della manutenzione e la pubblicità rimanga più a lungo ben visibile. Un altro aspetto molto importante è la ‘’velocità’’ che il ghiaccio permette e qui ci sono professionalità e sensibilità notevoli da parte degli operatori, noi non ci permettiamo di esprimere giudizi e lasciamo a loro decidere se i risultati sono accettabili.

I gestori dell’impianto sono molto sensibili a tutte queste problematiche ed hanno già effettuato interventi con risultati però non soddisfacenti, in particolare hanno installato una tecnologia che si basa sugli effetti ambientali di acqua trattata in modo particolare e posizionata in recipienti posti sulla linea dell’acqua da trattare.

Difficile ed imbarazzante da spiegare perché non c’è alla base una spiegazione scientifica del funzionamento ma significa credere al flusso magnetico di questa acqua: i sostenitori di questi  trattamenti dicono che da qualche parte questo funziona, altri dicono che si tratta di ‘’effetti placebo’’, di sensazioni non ben misurabili, fatto sta che in questo caso l’insoddisfazione è ben superiore alla soddisfazione per cui questo secondo tentativo di sanificazione ed , in ogni caso, si tratta di un intervento limitato al solo calcare.

Gli obiettivi sono diversi:

  • – migliorare la qualità del ghiaccio
  • – prevenire la formazione del calcare
  • – controllare il proliferare della legionella

Viene quindi esaminato l’impianto e deciso di trattarlo con due diversi tipi di apparecchi intervenendo per il momento su uno solo dei due reparti di docce rimandando ad un momento successivo il secondo intervento.

L’intervento viene deciso immediatamente in quanto finita la pausa estiva si deve formare la pista per la successiva  stagione invernale ed è un campo di prova immediato.

Da un controllo della linea ci si rende conto che le varie tubazioni metalliche toccandosi in più punti, provocano loop di segnale per cui si rende necessaria l’installazione di giunti dielettrici per interrompere la conducibilità elettrica dei tubi, cosa che viene realizzata sulla base delle nostre indicazioni,  da una azienda scelta dai gestori.

Quindi installiamo:

  • – AQUARING CA 90  per trattare il calcare
  • – AQUARING VCA 90 per trattare i batteri

 FOTO AQUARING VCA 90

  FOTO AQUARING CA

L’effetto è immediato:

  • – Ghiaccio più trasparente e pubblicà più visibile
  • – Ghiaccio più resistente ai pattini
  • – Concrezioni di calcare in netta diminuzione
  • – Tappeto della macchina levigatrice senza concrezioni di calcare
  • – Filtri sulle tubazioni spesso intasati per il gran materiale che si stacca dalle tubazioni.

Quest’ultimo aspetto risulta essere il più eclatante in quanto è un evento fisicamente ben visibile tanto da far dire al tecnico che si occupa della qualità dell’acqua, che nessuno si aspettava tanto materiale e tanto intasamento dei filtri e che, immaginando questo effetto, sarebbe stato meglio intervenire qualche mese prima e non a ridosso dell’inizio di stagione.

D’altra parte è questo che noi vorremmo fare in tutti i nostri interventi: pulire bene i tubi per ridurre ed alla fine annullare l’ambiente in cui i batteri prolificano; senza questa pulizia sarà sempre un susseguirsi di up e down della carica battericida e quindi di shock termici o chimici con ulteriore peggioramento della qualità delle tubazioni, cosa che facilita la proliferazione dei batteri.

Dopo l’esperienza di una completa stagione, si deve ora valutare se estendere il trattamento contro la legionella al secondo settore rimasto escluso dal primo intervento; la decisione verrà presa a breve dopo la verifica dei test di laboratorio già predisposti.